23 dicembre 2020

I libri del 2020

 


Fabrizio Bartoli

Simbolismo templare

Edizioni Nisroch

Riedizione di un precedente fascicolo dello stesso Autore, in cui trovano spazio le più disparate fantasie riguardo ad un immaginario quanto inesistente “simbolismo templare”.

Voto: 4


Fabrizio Bartoli

Il Fiore della Vita, un antico simbolo adottato dai Templari

Edizioni Nisroch

Tentativo, non troppo riuscito, di dimostrare alcune ardite tesi al di là delle evidenze storico-epigrafiche. Apprezzabile lo sforzo, meno il risultato, condizionato dell'evidente impostazione neo-templarista dell'Autore. Restano senz'altro godibili le numerose illustrazioni a colori, punto di forza per un eventuale interesse nei confronti della pubblicazione.

Voto: 5


Sandro Bassetti

Historia Templarorum

TiPubblica

Ennesimo lavoro, inutilmente ponderoso e sostanzialmente ripetitivo di precedenti opere dell'Autore. Prevalentemente incentrato sulla città di Orvieto, il volume non offre alcuna novità rispetto a quanto già risaputo sull'Ordine, salvo una cronotassi dei maestri generali gravemente inesatta per quella che pretenderebbe essere una “Historia”. L'inizio del magistero di Jacques de Molay viene infatti datato al 1294, ignorando, in tal modo, i documenti risalenti al 1292; errore evidentemente ricopiato, in maniera pedissequa, da testi non affidabili. Assolutamente carente, come prevedibile, la bibliografia.

Voto: 4


Bernardo di Chiaravalle

Elogio dei cavalieri templari (a cura di Carmine Di Giuseppe)

Artetetra

Eccellente edizione critica del noto testo di San Bernardo, corredata di un ampio saggio introduttivo e note di sicuro interesse. Peccato per la veste editoriale, alquanto modesta.

Voto: 9


Dino Cafagna

I Templari a Trieste

Luglio Editore

Nonostante l'impegno, l'Autore resta impantanato, per circa la metà del testo, in inutili ragionamenti sul “simbolismo templare”, con i soliti riferimenti a croci e quant'altro, conditi da improbabili richiami all'architettura gotica e altre amenità. Quanto alla ricerca sul territorio, scopo principale del lavoro, si riscontrano diverse imprecisioni, essendo riportate località del tutto estranee all'Ordine. Fonti bibliografiche completamente assenti.

Voto: 4


Alessandra Cerro

Maestranze e simboli templari nei cantieri delle abbazie monastiche d’Italia

L'Erma di Bretschneider

In quest'opera, il cui titolo suscita, da solo, più di una perplessità, potrete apprendere che: i Templari ottennero dal re Baldovino II il permesso di poter dimorare “dentro il Tempio della Roccia”; l’Ordine ottenne la sua “approvazione ufficiale” da parte di Matteo “Albanese” (sic!), legato di papa Onorio II, “nel Concilio di Troyes del 1128”; il Krak des Chevaliers era una “fortezza templare”; l'esercito templare giunse a contare “migliaia di cavalieri”. Ma soprattutto che: l’amministrazione centrale era diretta dal “Gran Sovrano del Regno del Tempio”. E sono soltanto le prime 17 pagine di un volume in vendita al modico prezzo di 195,00 euro! Nota per la gentile Autrice: vanno bene le competenze archeologiche ma è necessaria, se non indispensabile, una conoscenza approfondita degli ordini militari, chiaramente assente in questo studio.

Voto: 2


Osvaldo Faggioni

Libere annotazioni sullo Stato Giuridico dell’Ordine Templare. AD MMXX - CM dalla fondazione

Arbor Sapientiae Editore

Appassionata rilettura della vicenda giudiziaria legata alla messa in stato di accusa dell'Ordine Templare. Buono l'apparato di supporto.

Voto: 7


Mario Giaccio

Banchieri di Dio. La attività finanziarie dei Templari

Tipheret

Ottimo compendio sulle attività finanziarie dell'Ordine del Tempio, ben articolato ed esaurientemente documentato, il cui pregio ulteriore è, senza dubbio, quello di rimediare a una palese lacuna bibliografica di lingua italiana.

Voto: 8


Filippo Grammauta

Clemente V e l’arresto dei Templari

Tipheret

Agile ricostruzione delle vicende che portarono all'arresto dei Templari e al processo instaurato a loro carico, arricchita di alcune interessanti appendici. Bibliografia con diverse omissioni.

Voto: 6


Giuseppe Ligato

Le armate di Dio. Templari, ospitalieri e teutonici in Terra Santa

Salerno Editrice

Apprezzabile carrellata concernente la formazione e la struttura dei principali Ordini religioso-militari, quantunque si rilevi, in alcuni passaggi, un'analisi espositiva eccessivamente sommaria. Alcune perplessità in merito alla bibliografia, affatto esaustiva.

Voto: 7


Mauro Paoletti

Il Nodo Templare

Xpublishing

Tra le varie fantasie riferite ai Templari, una delle più ricorrenti è, senza dubbio, quella riguardante l'interpretazione dei simboli di carattere religioso. A parte le varie sciocchezze profuse sull'argomento, non si comprende per quale motivo debba essere qualificato come “Nodo Templare” il segno della croce annodata (o intrecciata), largamente utilizzato dagli istituti di filiazione benedettina (Templari compresi), e ancor meno l'appellativo di “Nodo di Salomone”, attribuito sempre al medesimo. Per quanto concerne il testo in questione, imperniato sul suddetto simbolismo, l'assenza di note e apparati di supporto inficia, inevitabilmente, i contenuti di un lavoro affatto scevro da elucubrazioni personali e dunque scarsamente scientifico.

Voto: 4


Emilio G. Spedicato / Enrico Calzolari

Francesco e i Templari. Da Luni all'America, traiettorie di un viaggio proibito

WriteUp Site

Testo favolistico, colmo di fantasie e riferimenti impropri, volto a proporre tesi del tutto inconsistenti e prive di fondamento.

Voto: 2


Filippo Tarantino / Filippo Grammauta / Stelio W. Venceslai / Luigi Fratini

Storia Antica e Moderna dell'Ordine del Tempio

Edizioni Nisroch

Ponderoso prontuario ad uso neo-templare, con un numero di pagine inutilmente moltiplicate dalla composizione grafica.

Voto: 4


Fausta Vaghi (a cura di)

I Templari. La storia e la leggenda

De Vecchi

Manualetto divulgativo non esente da imprecisioni, indicato per una lettura poco impegnativa.

Voto: 5


AA. VV.

Atti del XXXVII Convegno di Ricerche Templari, a cura della L.A.R.T.I.

Penne e Papiri

Consueto appuntamento con il volume che raccoglie gli atti del convegno annuale della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani. Tra i contributi, tutti di ottimo livello, un'interessante esposizione sulle abitudini alimentari dei Templari e una breve ma sostanziale panoramica dei sigilli utilizzati dall'Ordine.

Voto: 9


15 novembre 2020

Cronologia del processo ai Templari di Francia

 


1307

  • 24 agosto. Inizia l’inchiesta pontificia.

  • 14 settembre. Filippo il Bello ordina segretamente ai suoi siniscalchi di organizzare l’arresto dei Templari.

  • 13 ottobre. Arrestati i Templari di Francia.

  • 14 ottobre. Nogaret formula le accuse contro i Templari.

  • 16 ottobre. Filippo il Bello scrive a Giacomo II, Re d’Aragona, per informarlo dell’arresto dei Templari.

  • 19 ottobre. Hanno inizio a Parigi i primi interrogatori.

  • 24 ottobre. Primo interrogatorio di Jacques de Molay.

  • 25 ottobre. Molay si difende dinanzi ad esponenti dell’Università di Parigi.

  • 26 ottobre. Filippo il Bello scrive di nuovo a Giacomo per metterlo al corrente degli esiti degli interrogatori.

  • 27 ottobre. Scritto di Clemente V a Filippo il Bello, in cui il pontefice notifica la propria riprovazione.

  • 9 novembre. Viene interrogato Ugo di Pairaud.

  • 22 novembre. Pontificia bolla “Pastoralis Praeminentiae”.

  • 24 dicembre. Molay dinanzi ai legati pontifici ritratta tutte le affermazioni fatte durante gli interrogatori.


1308

  • febbraio. Clemente V sospende dall’incarico il grande Inquisitore Guglielmo Imbert. Filippo il Bello pone sette quesiti ai membri della Facoltà di Teologia della Sorbona.

  • 9-24 marzo. Filippo convoca gli Stati Generali.

  • 25 marzo. Risposta della Facoltà di Teologia della Sorbona ai sette quesiti del Re.

  • 5-15 maggio. Gli stati generali si riuniscono a Tours.

  • 26 maggio. Filippo s’incontra a Poitiers con Clemente V.

  • 29 maggio. Prima allocuzione di Plaisians dinanzi al concistoro pontificio.

  • 14 giugno. Seconda allocuzione di Plaisians.

  • 27 giugno. Filippo consegna a Clemente V i 72 Templari che deteneva.

  • 5 luglio. Pontificia bolla "Subit assidue".

  • 12 agosto. Pontificie bolle “Faciens Misericordiam" e "Regnans in Coelis”.

  • 13 agosto. Clemente V parte da Poitiers.

  • 17-20 agosto. Due cardinali interrogano a Chinon i Templari qui detenuti. Assoluzione dei Templari.


1309

  • marzo. Clemente V fissa la propria residenza permanente ad Avignone. Ha inizio l’inchiesta vescovile sui singoli cavalieri Templari.

  • 8 agosto. La commissione pontificia dà inizio al processo all’Ordine.

  • 22 novembre. Prime inchieste della commissione pontificia.

  • 26 novembre. Molay compare per la prima volta dinanzi alla commissione.

  • 28 novembre. Molay compare per la seconda volta dinanzi alla commissione.


1310

  • 3 febbraio. La commissione si riunisce per la seconda seduta.

  • 2 marzo. Molay compare per la terza volta dinanzi alla commissione.

  • 14 marzo. Ai Templari vengono recitati 127 capi d’accusa. I cavalieri intendono difendersi.

  • 28 marzo. I Templari convengono in gran numero nei giardini del palazzo vescovile di Parigi.

  • 4 aprile. Pontificia bolla “Alma Mater”.

  • 7 aprile. Difesa dell’Ordine da parte dei 4 procuratori scelti dai Templari.

  • 12 maggio. 54 Templari vengono condannati a morte e arsi vivi nelle vicinanze di Parigi.

  • 3 novembre. La commissione pontificia si riunisce per la terza seduta.


1311

  • 5 giugno. La commissione pontificia dichiara chiuse le proprie indagini.

  • 16 ottobre. Si apre il concilio di Vienne. Sette cavalieri Templari difendono il loro Ordine.


1312

  • 20 marzo. Filippo il Bello giunge a Vienne, unico sovrano a recarvisi.

  • 22 marzo. Pontificia bolla "Vox in excelso".

  • 2 maggio. Pontificia bolla "Ad providam".

  • 6 maggio. Pontificia bolla "Considerantes dudum".


1313

  • 21 marzo. Gli Ospitalieri offrono 200.000 lire tornesi a Filippo il Bello per i beni dei Templari. Il sovrano porta la somma richiesta a 1.000.000 di lire tornesi.


1314

  • 18 marzo. Jacques de Molay e Geoffroy de Charnay sono arsi vivi sull’isola della Senna davanti a Notre Dame.

  • 20 aprile. Muore Clemente V.

  • 29 novembre. Muore Filippo il Bello.


9 ottobre 2020

Le reliquie dei Templari

 


Loredana Imperio

Le reliquie dei Templari

in

Atti del XXIX Convegno di Ricerche Templari

Abbazia di Casamari, 3-4 settembre 2011


leggi


18 settembre 2020

In ricordo di Bianca Capone Ferrari

 


E' scomparsa oggi Bianca Capone Ferrari, presidente onoraria della L.A.R.T.I., Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani, da lei stessa ideata nel 1982.

Bianca Capone Ferrari è stata la pioniera italiana degli studi sui Templari, in un'epoca in cui i testi scarseggiavano e l'interesse per l'Ordine era relegato alla mitologia massonica.

Costantemente alla caccia di documenti e testimonianze sui suoi amatissimi Cavalieri, è stata per tutti un magnifico esempio di ricerca sul campo.

Con lei, se ne va un pezzo di storia ma soprattuto un'amica, sempre disponibile e prodiga di consigli, una maestra, che ci ha guidati, con l'entusiasmo e la passione che sapeva trasmettere, nello studio dei Cavalieri Templari.

Tradizione Templare

4 settembre 2020

XXXVIII Convegno di Ricerche Templari


Riceviamo e volentieri pubblichiamo


In seguito alla complessa normativa di carattere sanitario (Covid-19), riguardante le manifestazioni dei prossimi mesi, il Direttivo della L.A.R.T.I. ha deciso di modificare le modalità di organizzazione del XXXVIII Convegno di Ricerche Templari, che avrebbe dovuto tenersi il 10 ottobre 2020 a Forlì, annullando la presentazione in pubblico dei lavori ma provvedendo ugualmente alla loro pubblicazione nel volume degli atti, nei modi e nei tempi degli anni passati.

Sarà cura della Segreteria attivarsi per la raccolta delle relazioni e seguire la realizzazione del volume, di cui verrà data ampia pubblicità a pubblicazione avvenuta.


Il Direttivo della L.A.R.T.I.


28 giugno 2020

Guide bibliografiche sull'Ordine del Tempio


Marguerite Dessubré
Bibliographie de l'Ordre des Templiers
Librairie Critique Émile Nourry
1928




Heinrich Neu
Bibliographie des Templer-Ordens 1927-65
Verlag Wissenschaftliches Archiv
1965




Laurent Dailliez
Bibliographie du Temple
C.E.P.
1975


24 maggio 2020

La "Règle dou Temple"


Per tutti gli appassionati e studiosi, proponiamo lo splendido manoscritto (fr. 1977) della “Règle dou Temple”, conservato alla Bibliothèque Nationale di Parigi, comprendente:

- Règle
- Feste e digiuni
- Retrais (77-686)



24 aprile 2020

Le armi dei Templari




14 marzo 2020

Libera Nos A Malo


15 febbraio 2020

Intervista a Giampiero Bagni


Dottor Bagni, iniziamo chiedendole quando e come è nato il suo interesse per gli ordini militari e, in particolare, per i Templari.
Il mio interesse, dal punto di vista della ricerca, è nato durante un’esercitazione che feci nell’ambito della Scuola Superiore per l’Insegnamento Secondario (SSIS), per la classe di concorso in Storia e Filosofia. La prova si svolse all’Archivio di Stato di Bologna. In quell’occasione, m’imbattei nella registrazione di un atto trecentesco, in cui era riportata una “Domus Militiae Templi”. Quando chiesi informazioni ad alcuni archivisti, questi mi risposero che i Templari a Bologna non erano esistiti. Rimasi perplesso e da lì cominciò la mia ricerca. Era il 2006.

Le ricerche condotte, negli ultimi anni, nell'ambito della Magione templare di Bologna hanno permesso di ottenere una serie di importanti informazioni, con grande soddisfazione degli addetti ai lavori. Ce ne può parlare?
Il saggio archeologico eseguito alla Magione templare di Bologna è stato il primo, almeno in Italia, condotto in un sito templare certo. Nonostante la ridotta dimensione del saggio, si è riusciti ad individuare l’antica soglia di accesso alla cosiddetta “Sala dei Cavalieri” (più verosimilmente, l'antico magazzino) e, attraverso i materiali rinvenuti, datare la fondazione  alla metà del dodicesimo secolo. Abbiamo poi ottenuto straordinarie informazioni dai campioni di polline prelevati dalla stratigrafia archeologica, che ci hanno consentito di ricostruire il paesaggio vegetale della magione bolognese e identificare il polline della vite coltivata dai Templari.

Qual'è la road map delle ricerche sul sito?
La road map prevede il tentativo di riprodurre la cultivar di vino prodotta dai Templari bolognesi. E' previsto, inoltre, un lavoro sull'individuazione dei rapporti tra i Templari e gli altri cinque ordini religioso-militari presenti in città nel Medioevo (Ospitalieri, Crociferi, Cavalieri di San Lazzaro, Teutonici, Fratres Gaudentes), anche grazie all’attività del Coordinamento Scientifico per le Ricerche sugli Ordini Religioso-Militari, di cui sono Segretario. Nella speranza che tutto questo lavoro porti a un nuovo saggio archeologico più ampio.

Che giudizio dà delle Crociate?
Furono un’impresa corale, in particolare all’inizio, quando vi fu vera partecipazione popolare. Si pensi che il Comune di Bologna, nella Quinta Crociata, pagò 8000 lire bolognesi a sostegno del Passagium. E’ difficile per noi capire il clima dell’epoca, che portò all’erezione di simulacri del Santo Sepolcro, come la Chiesa di Santo Stefano a Bologna, oppure l’impatto che il ritorno dei Crociati ebbe sulla società del dodicesimo secolo, favorendo la nascita dei Comuni e l’insediamento degli ordini religioso-militari.

Crede che i Templari siano stati veramente degli eretici?
Non vi è traccia di ciò nelle testimonianze, non artefatte, del processo. Dove non si usò la tortura, come in Emilia-Romagna, non vi fu alcuna ammissione.

Tornando all'attualità, come giudica la situazione degli studi sull’Ordine del Tempio? Qual'è, a suo parere, il livello del panorama internazionale ed, ovviamente, anche di quello nazionale?
La situazione degli studi sull’Ordine ha raggiunto, a livello internazionale, un buon standard scientifico, anche grazie all’impulso della Society for the Study of the Crusades and the Latin East, presieduta dall’archeologo israeliano Adrian Boas. Purtroppo vi è in generale scarsa attività sul campo, sporadici saggi archeologici e scarso utilizzo delle fonti ausiliarie della storia, come ad esempio la “Dendrocronologia”, cioè la datazione dei legni delle strutture medievali esistenti. A livello nazionale vi è ancor meno propensione alla ricerca, men che mai sul campo. Al momento domina la mera divulgazione, spesso di seconda mano, con scarsa verifica delle fonti.

Lei fa parte della LARTI (Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani), attiva da 38 anni con convegni annuali di tutto rispetto e con sistematica pubblicazione dei relativi atti. Non crede però che l'attenzione “scientifica” per i Templari stia sensibilmente diminuendo? Nel senso che i convegni a cui partecipano studiosi seri e riconosciuti appaiono sempre meno frequentati, a differenza di qualche conferenza organizzata da storici improvvisati o da fantomatiche accademie, quasi sempre a rimorchio neo-templare o, peggio, esoterico.
Per fortuna che c’è la LARTI! L’appuntamento annuale ci permette di presentare le ricerche compiute nelle varie regioni d’Italia, attraverso la formula dei convegni itineranti, in modo da toccare ogni anno realtà diverse. La pubblicazione degli atti permette poi una raccolta puntuale delle relazioni tenute. Il rischio che vi siano convegni meramente divulgativi o addirittura fantasiosi è molto alto. Bisogna sforzarsi di conciliare la divulgazione, anche attraverso rievocazioni storiche, con il serio metodo scientifico di ricerca.

Per concludere, può anticiparci qualcosa sulle sue prossime ricerche?
Ho da poco presentato alla Nottingham Trent University questi ultimi sei anni di ricerche relativi alla Magione templare bolognese, ai personaggi che vi ebbero a che fare (da Pietro da Bologna, con l’elaborazione della sua completa biografia, a Rinaldo da Concorezzo; da Bertand de Got a Dante Alighieri) e agli sviluppi multidisciplinari delle stesse ricerche, con realizzazione di un film “3D” su come doveva essere il suddetto luogo intorno al 1250.

18 gennaio 2020

Jacques de Molay. Le dernier grand-maître des Templiers


Jacques de Molay affascina. Tra i ventitre grandi maestri che si succedettero alla testa dell'Ordine del Tempio tra il 1120 e il 1312, egli è senza dubbio l'unico di cui il pubblico conserva memoria. I Re Maledetti di Maurice Druon lo hanno immortalato e recenti supporti, dal Codice Da Vinci ad Assassin's Creed, hanno diffuso il suo nome in tutto il mondo. Tuttavia, se è radicato nel mito, Jacques de Molay ha a malapena affascinato gli storici. È un “illustre sconosciuto”, solitamente disprezzato, sul quale persistono molte incertezze anche per le sue date essenziali: la sua nascita, la sua elezione o persino la sua morte. Le tracce della sua azione, tuttavia, sono tutt'altro che povere. Sono queste fonti, studiate sistematicamente e confrontate con i vari ricordi esistenti, che permettono di gettare nuova luce sul gran maestro: liberandosi degli stereotipi, Jacques de Molay può finalmente uscire dall'ombra. Tre parti strutturano il libro. La prima riguarda le immagini del dignitario, rivelando come, dall'inizio del XIX secolo, fu creato un archetipo di tragico eroe. La seconda, oltre al personaggio, si collega all'uomo e analizza il suo percorso per stabilire il modo in cui è stato elevato alla sommità del Tempio, con il cui destino, dalla Terra Santa alle carceri di Filippo il Bello, egli si è identificato. Gli impegni di Jacques de Molay, infine, sono al centro della terza parte. Il sostegno all'Oriente latino e la difesa del suo ordine, che cercava di adattare il più possibile a una congiuntura piena di pericoli, erano le priorità di un uomo fermo e intraprendente, ben lontano dall'incapace che troppi autori descrivono. Quindi, anche nel tumulto del processo del Tempio, egli cercò di scongiurare i rischi, di salvaguardare la sua istituzione e, una volta risolta e poi fermata la perdita di essa, preservare la memoria di fronte ai giudici e alla morte: lo fece, l'11 marzo 1314, ritrattando le confessioni strappate sei anni e mezzo prima dalla tortura, pronto ad affrontare il rogo e a fare questo sacrificio ultimo della sua vita, di cui la posterità lo ha vendicato trovandovi, nel corso dei secoli, la crescente certezza del martirio.
Agrégé d’histoire e membro anziano de l’École Normale Supérieure de Fontenay-Saint-Cloude e della sezione scientifica della Casa de Velázquez, Philippe Josserand è un maître de conférences abilitato a dirigere ricerche di storia medievale presso l'Università di Nantes. Specialista riconosciuto in Crociate e ordini militari, ha coordinato con Nicole Bériou “Prier et combattre. Dictionnaire européen des ordres militaires au Moyen Âge (2009) e ha recentemente co-diretto “The Templars and their Sources” (2017).

Philippe Josserand
Jacques de Molay. Le dernier grand-maître des Templiers
Les Belles Lettres